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YUKPA: COME SI DISTRUGGE L'ORGANIZZAZIONE CULTURALE

Con la scusa della sovversione e del narcotraffico si distrugge l'organizzazione culturale degli Yukpa

fonte: www.elpueblosoberano.net 20 settembre 2010

autore: Sociedad Homo et Natura Traduzione di Gaia Capogna

Nel continente americano, tanto le così dette sinistre come le destre e i loro Governi, portano avanti politiche e azioni tendenti a frenare lo sviluppo delle lotte dei popoli o nazioni indigene.


Non solo in Messico, Colombia, Cile, Ecuador o Venezuela (e in questo caso malgrado l'esperienza del Socialismo del XXI secolo) si nega ai popoli originari il diritto ai territori necessari per la loro sopravvivenza biologica e culturale, liberi da terzi (che si tratti di privati nazionali o transnazionali o dello Stato stesso), ma di conseguenza gli si nega, più che un consulto previo, il diritto di accettare o meno nei loro territori i mega progetti minerari, energetici, portuali, stradali ecc...che oggi caratterizzano le economie e le infrastrutture modellate nel Piano Puebla Panama/IIRSA e spinte dal sistema bancario e dai vari Governi Nazionali del continente americano.

Non sono accettati negli spazi territoriali indigeni (e se questi spazi sono riconosciuti da leggi interne non si permette la loro applicazione) – in quanto in contraddizione agli interessi del capitale/Stato Nazionale – i diritti delle nazioni indigene ad avere il proprio autogoverno, ad esercitare la libera determinazione, ad applicare le proprie leggi e l'uso e lo sfruttamento delle risorse naturali che si trovano nei loro territori , diritti questi che ormai sono riconosciuti dalle Nazioni Unite, dalla OEA (Organizzazione degli Stati Americani) e dalla OIT (Organizzazione Internazionale del Lavoro).

I caracoles zapatisti sono accerchiati militarmente per ordine presidenziale, con libero accesso dei paramilitari all'interno di questi villaggi in resistenza autonomica; in Ecuador, i dirigenti di organizzazioni indigene come la CONAIE, organizzazioni che esigono dallo Stato governo e dalle multinazionali rispetto e permesso d'accesso ai loro territori vista la nefanda politica estrattiva mineraria-energetica di questi, sono permanentemente sotto attacco per volere del presidente Correa; in Colombia li uccidono; in Cile li incarcerano con l'accusa di “terrorismo”; e in Venezuela si pratica l'etnofagia di Stato della quale ci parla Díaz-Polanco.

Davanti al fallimento nel 2008 dell'accerchiamento da parte di Esercito/possidenti delle comunità Yukpa del fiume Yaza riscattatrici di tenute invasive,
davanti al fallimento della proposta governativa di demarcazione della terra contesa dai popoli Barí e Yupka della quale sono stati incaricati dieci ministeri coordinati dal Ministerio del Ambiente (2004-2009), davanti alla messa in discussione da parte di gruppi sociali del Plan Integral Yupka definito da questi un piano poliziesco, militare ed etnocida,
davanti al fallimento della costruzione della Base Militare nel Tokulo, davanti a tutto questo, questi dieci ministeri, istigati da quello delle Relaciones de Interior y Justicia, hanno tirato di nuovo in ballo vecchie accuse infondate sostenute dalla vecchia dirigenza adeco/copeyana del Zulia, dalla recalcitrante destra possidente del Machiques, dal Corpozulia/Carbozulia, dagli operatori delle imprese transnazionali del carbone e dai vecchi organismi di sicurezza e di intelligence dello Stato.

E allora si rendono ufficiali le vecchie affermazioni social cristiane del ex senatore allevatore di bestiame Numan Romero de la Vega e del ex deputato regionale Marcelo Monnot, della sempiterna dirigenza del GADEMA (organizzazione di terra-tenenti e allevatori), del Esercito, del DISIP (Dirección General Sectorial de los Servicios de Inteligencia y Prevención, è stato un organismo di spionaggio e contro spionaggio tra il 1969 y 2009, ed è ora sostituito dal SEBIN- Servicio Bolivariano de Inteligencia-), della PTJ (Polizia Scientifica) del Machiques, della sovversione creata ad arte nelle montagne e nelle comunità indigene del Perijá riguardo alle connessioni con il narcotraffico e al reato di abigeato da parte dei dirigenti Yupka che chiedono solo le terre per poter vivere.

Si cambiano le sigle e i funzionari delle istituzioni ma i dati, i progetti e le analisi sono sempre le stesse, solo più perverse e razziste, alla faccia dei miglioramenti raggiunti oggi nei settori giuridico, politico e filosofico, grazie alle lunghe lotte dei popoli o nazioni indigene del continente americano e del mondo

Sistematizzando queste vecchie accuse totalmente slegate dalla realtà, si è così presentata la situazione al presidente Chavez e lui ha affidato al Ministerio de Relaciones Interiores y Justicia il compito di ripulire immediatamente da qualsiasi fuoco sovversivo, dal sequestro organizzato e dalle azioni del narcotraffico la Sierra del Pejirá e le comunità indigene.

E' da lontano che il Governo nazionale guarda la Sierra de Perijá e la sua gente, ed è per questo che si è impiantata l'idea nei funzionari statali e nel PSUV, e in un certo modo nei media ufficiali, che la detenzione di Sabino e la lotta del popolo Yukpa per il loro territorio e la sua demarcazione sia invece relazionata alle azioni del narcotraffico e della sovversione, il cui motore all'interno delle comunità indigene sarebbe la ONG Sociedad Homo et Natura e i suoi coordinatori.
Questa è la ragione della costruzione di 5 basi militari in ogni centro pilota Yukpa, del fatto che l'avvocato (Ivett Ortega) della Commissione Regionale di Demarcazione sia una funzionaria del Ministerio de Interiores y Justicia e del fatto che il CICPC Machiques (Victor Vivas) sia colui che oggi si incarica di risolvere direttamente le questioni riguardo al riscatto delle un tempo sue terre occupate poi, da più di 30 anni, dal popolo yupka.
E' questo che si sta facendo, e così lo ha spiegato il Coordinatore Regionale della Commissione, Ing. Edgardo Reina, il passato venerdì 10 nella riunione di Toromo agli yupka della comunità Koropo occupanti delle improduttive aziende agricole Higuerón – Los Chaguaramos.
Per il Commissario Vivas è tutto molto semplice, come ha manifestato lunedì 13 ai dirigenti della comunità Koropo:”dovete andarvene perchè queste sono proprietà private, è un ordine del Governo”.

Con questa scusa, come ieri Bush in Irak, questo ministero, con l'appoggio del Ministerio Indigena, interviene direttamente nella struttura culturale, politica e giuridica degli Yupka, e sia con l'uso della forza che con quello della blandizia cerca di spezzare la millenaria resistenza indigena attraverso l'azione dei Consejos Comunales che usano per questo scopo l'inversione di 580 bolívares fuertes, l'acquisto di camion, crediti e benefici vari assegnati in modo clientelare, giornate mediche civico-militari, programmi per le abitazioni, vie di comunicazione dal Machiques a Centri Pilota, rafforzamento e nuovi insediamenti militari e polizieschi a El Vigia, Santa Barbara, Machiques e a Villa del Rosario, tutto ciò reso possibile dal Plan Integral Yukpa, oltre alla militarizzazione dei giorni di consulta delle comunità. Tutto questo piano di elargizioni parte direttamente, da Fuerta Mocoa, dal Ministerio de Interiores y Justicia per opera della dalla viceministra e deputata Tamara Duque.

Questo è il modello etnocida e di intervento sociale più sfacciato e brutale conosciuto nella storia contemporanea dai popoli indigeni di Zulía. Questa situazione merita dunque uno studio e una posizione critica urgente da parte dell'accademia e delle scienze sociali e antropologiche del Venezuela e del resto del mondo.
Non possiamo vivere ignorando tutto ciò e rimanendo indifferenti all'incombere di tutto questo, a meno di non voler renderci conto che ne siamo coinvolti anche noi.

 

 

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