Privacy Policy

Saggi

In questa sezione vengono raccolti saggi su tematiche politiche, economiche  e sociali latinoamericane di interesse per la nostra ricerca inviateci da corrispondenti e non reperibili sul web mentre ci limiteremo a segnalare quelle disponibili sul web.

Title Filter      Visualizza #  
# Article Title Hits
11 ETICA E POLITICA - DELLA RIFLESSIONE CRITICA 1747
12 ETICA E POLITICA - QUESTIONE DI INTEREZZA 1754
13 ETICA E POLITICA - GUERRA, POLITICA, ETICA 1854
14 BOLIVIA - SCUOLA ANDINA DELL'ACQUA 1728
15 YUKPA: COME SI DISTRUGGE L'ORGANIZZAZIONE CULTURALE 1816
16 MOVIMENTI SOCIALI E GOVERNI "AMICI" 1728
17 CENTO ANNI DI RIVOLUZIONE MESSICANA 1711
18 I 200 ANNI DI INDIPENDENZA DEL MESSICO 3790

Pagina 2 di 2

2
Succ.
Fine

Newsflash

NARRAZIONI MITIZZATE SUL VENEZUELA

 

NARRAZIONI MITIZZATE SUL VENEZUELA

A PROPOSITO DELL'ARTICOLO DI ASCANIO BERNARDESCHI RIPORTATO IN SINISTRA IN RETE DEL 25 MAGGIO 2018 COL TITOLO IL VENEZUELA TRA FICTION E REALTA' E LEGGIBILE QUI: https://www.sinistrainrete.info/estero/12381-ascanio-bernardeschi-il-venezuela-fra-fiction-e-realta.html?acm=365_624&utm_source=newsletter_624&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-sinistrainrete

Ascanio Bernardeschi in questo testo afferma: “dobbiamo stare dalla parte della rivoluzione”. Giusto, ma quale rivoluzione? Quella chavista o quella dei suoi successori?  E senza esercitare uno spirito critico che la aiuti ad evitare errori e deviazioni? L’articolo contiene varie informazioni che condivido ma che trovo in molti punti troppo sommarie e in altri scorrette, aderenti a una narrazione ufficiale e prive di una ricerca seria di riscontri. Procedo molto sinteticamente correggendone alcune e introducendo qualche dato “dimenticato”.

Da un punto di vista geografico, Cuba e Haiti non sono nell’America meridionale ma nei Caraibi, area molto peculiare da molti punti di vista, e rigorosamente parlando il “cortile di casa” statunitense storicamente è imperniato soprattutto sull’America Centrale, anche se in senso lato comprende tutta l’America latina. Dettagli forse, su cui non insisto, ma che dimostrano una narrazione affrettata. Proseguo. In questo semicontinente vi sono stati altri presidenti non bianchi, anzi addirittura indigeni, quale Benito Juarez (benemerito), presidente in due tornate non consecutive (1861/63 e 1867/72) che liberò il Messico dal tentativo egemonico di Napoleone III, e più recentemente Alejandro Toledo (non altrettanto benemerito) in Perù (2001/06). Ancora dettagli, certo, ma che ripetuti rischiano di invalidare la credibilità dell’intero testo.

Veniamo al Venezuela. Leggo:<<Gli Stati Uniti sono fra i principali consumatori di derivati del petrolio, che devono importare per il 60 per cento>>. Un po’ datato. Oggi grazie all’ambientalmente disastroso fracking gli Stati Uniti sono autosufficienti ed anzi si profilano come esportatori di petrolio e gas naturale. Il che invita a rivedere le motivazioni attribuite al perché dell’ostilità attuale col Venezuela. La crescente presenza cinese e russa neppure sono ricordate. Sulle “zone economiche speciali” e sul preteso ambientalismo delle politiche governative meglio tacere, caro Bernardeschi, e documentarsi un po’. Come pure sulle politiche “indigeniste”, perfette nei principi espressi dalla nuova Costituzione chavista ma ben diverse nella pratica. Il sottoscritto animò una campagna internazionale a difesa del leader yupka Sabino Romero che incontrò la freddezza dell’allora ambasciatore venezuelano in Italia e che non salvò il leader di, privo di protezioni ufficiali, dal venire assassinato da sicari delle multinazionali del carbone nel 2013.

Infine la perla:. Chávez, come chi ha letto una sua qualunque biografia minima, in quei giorni, passati alla storia col nome di caracazo, era in malattia, e non ci furono militari che si rifiutarono di sparare. Chávez già da tempo era critico del sistema di potere venezuelano e  l’episodio accrebbe il malessere già presente in alcuni rami delle forze armate. Per riuscire a organizzare il colpo di stato, fallito, gli ci vollero tre anni e successivamente amnistiato, altri sei per arrivare alla vittoria elettorale. Dette queste cose, come prendere per documentate e meditate le altre parti dell’articolo?

Personalmente ho un gran ricordo di Chávez (chi non ha visto il documentario La rivoluzione non sarà teletrasmessa, cerchi di vederlo), e credo che il miglior modo di onorarlo sia un’analisi seria dei suoi grandi meriti certi ma anche dei suoi errori. Nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri presieduta prima di morire, rivolse un veemente atto di accusa contro il sistema “boliborghese” che si era instaurato e contro l’inerzia di alcuni dei suoi stessi ministri.

La “sinistra” ha bisogno di analisi serie e quando è necessario anche critiche, per non ripetere certi errori all’infinito. Luis Britto, fervente chavista e madurista, ha scritto che dopo le elezioni degli ultimi due anni il chavismo (ufficiale) ha ora in mano tutte le leve del potere e quindi non ha più alibi per non rispondere alle “giuste attese” del popolo venezuelano. Tanto più, aggiungo io, ora che il prezzo del petrolio è tornato sugli ottanta $ al barile e che, secondo gli esperti, supererà nel corso dell’anno i 100.

 

Aldo Zanchetta www.kanankil.it

 

 

Aldo Zanchetta www.kanankil.it